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Cenni biografici

David Lazzaretti - Dipinto di Paolo ContiDavid Lazzaretti nasce ad Arcidosso, in provincia di Grosseto, il 6 novembre 1834, secondogenito di cinque fratelli. Il padre fa il barrocciaio e David ne segue le orme. Il 25 aprile del 1848, durante un viaggio con il barroccio, ha una visione nella quale un fVisione a Macchia Peschirate gli predice che la sua vita sarà un mistero. Nonostante ciò conduce una vita irrequieta di peccatore, come lui stesso testimonierà ripetutamente. Si sposa a 22 anni con Carolina Minucci, sua compaesana, e dal loro matrimonio nascono cinque figli di cui soltanto tre sopravviveranno. Il 25 aprile del 1868, a distanza di vent’anni dalla prima, David ha un’altra visione nella quale gli viene riconfermato il mistero della sua vita e viene invitato a rivelare quanto ha visto al Papa. Si reca a Roma per incontrare il pontefice, ma non viene ricevuto e allora si ritira in una grotta presso Montorio Romano, nella Sabina, a vivere da penitente. Qui incontra un frate tedesco dedito all’ascetismo, Ignazio Micus, che assiste David nella sua penitenza (più tardi frate Micus seguirà il Lazzaretti a Monte Labro e per un certo periodo ne sarà il padre spirituale).

L’iVisione della Pastorellancredibile mutamento di vita e i discorsi d’intonazione profetica che David pronuncia al suo ritorno al paese suscitano un certo fermento tra la popolazione per cui il clero locale, pur mantenendo sempre le distanze, cerca di coinvolgerlo nelle cerimonie religiose per sfruttarne il carisma. Ma Lazzaretti, disgustato da tutte le manovre che avvengono attorno alla sua figura, si rifugia in una grotta sulla cima del monte Labbro e, dopo alcuni periodi di ritiro spirituale, tra cui rilevante quello all’isola di Montecristo, vi fonda alcuna istituti di impronta monastica (il Pio Istituto degli Eremiti Penitenzieri e Penitenti) e sociale (La Santa Lega o Fratellanza Cristiana). Proprio in seguito all’istituzione di quest’ultima viene arrestato la prima volta con l’accusa di frode continuata da cui viene prosciolto dopo alcuni mesi di carcere trascorsi a Scansano. Quando ritorna Discesa dal Monte Labbroa Monte Labbro David radicalizza ulteriormente il suo pensiero e fonda la “Società delle Famiglie Cristiane”, un vero e proprio esperimento collettivistico. Molti possidenti, che fino ad ora si sono dimostrati entusiasti delle sue idee, impauriti dai possibili sviluppi sociali del nuovo istituto si allontanano da lui. Successivamente Lazzaretti compie alcuni viaggi, tra cui i più importanti sono quello a Torino, ospite di Don Bosco nella sua Casa, e, nel 1873, a Grenoble, in Francia, dove dimora per cinque mesi nella Gran Certosa e scrive il libro “I Celesti Fiori”. Al suo rientro a Monte Labbro viene arrestato per la seconda volta con l’accusa di truffa continuata, di vagabondaggio e di cospirazione politica, ma viene assolto dopo il processo d’appello.

Nell’ottobre del 1875 David si trasferisce con tutta la famiglia di nuovo in Francia, ospite stavolta di un magistrato francese, LFatto d'armeeone du Vachat, nostalgico legittimista che si è interessato alla sua opera. Durante questo periodo scrive il “Manifesto ai popoli e ai principi cristiani” e “La mia lotta con Dio”. Si trattiene in Francia, tranneMorte di David Lazzaretti un breve rientro a Monte Labbro nel febbraio 1876, fino al novembre 1877 quando si reca in Vaticano per ottenere l’approvazione, già respinta, delle sue “Regole dell’Ordine Crocifero dello Spirito Santo”. Ottenuto un nuovo insuccesso, rientra in Francia, a Lione, e da qui riparte ancora per l’Italia ai primi del 1878, convocato a Roma dalla commissione del Sant’Uffizio che lo condanna per eresia e mette all’indice tutti i suoi scritti. David allora fugge da Roma, in modo rocambolesco secondo la tradizione orale lazzarettista, e si rifugia in Francia. Ma nel luglio 1878 torna a Monte Labbro tra la sua gente, accolto da un gran concorso di folla. Il 15 agosto celebra con i suoi seguaci la festa dell’Assunta. Il mattino del 18 scende dal monte alla testa di un’imponente processione diretta ai santuari di Arcidosso e del vicino paese di Casteldelpiano. All’ingresso di Arcidosso la processione viene fermata dalla forza pubblica che spara sulla folla colpendo a morte il Lazzaretti e altre tre persone. David muore dopo una lenta agonia la sera stessa e i suoi seguaci vengono arrestati e condotti prima nelle carceri di Arcidosso e poi in quelle di Santa Fiora, di Scansano, di Grosseto, di Livorno, di Firenze e infine di Siena dove si svolge il processo a loro carico. Il 9 novembre 1879 i giudici della Corte d’Assise di Siena pronunciano la sentenza di assoluzione dall’accusa di “aver commesso atti diretti a rovesciare il governo ed a mutarne la forma, nonché a muovere la guerra civile ed a portare la devastazione e il saccheggio in un Comune dello Stato”.